RACCOMANDATE E AVVISI DI GIACENZA
- Fulvio Capria
- 15 ore fa
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È noto che per una raccomandata non firmata, causa assenza del destinatario, il postino lascia un avviso di giacenza nella buca delle lettere, con invito a ritirare la lettera presso un ufficio postale.
Può capitare quindi che il destinatario non si rechi in seguito alla posta per il ritiro di quanto notificato, nella convinzione di poter contestare un domani l’avvenuto ricevimento.
Con l’arrivo di una seconda notifica, spesso una cartella esattoriale, il soggetto ritiene di poter contestare la pretesa, dichiarando di non aver mai ricevuto l’avviso di giacenza.
A questo punto, l’unica via percorribile per contestare quanto verbalizzato dal postino è la “querela di falso”, con scarse possibilità tuttavia di un esito positivo.
In sede legale, infatti la parola del postino in quanto pubblico ufficiale, fa piena prova dell’avvenuto deposito dell’avviso di giacenza rispetto a quanto sostenuto dal consumatore.
Per vincere servirebbe quindi una prova schiacciante come, ad esempio, una telecamera puntata sulla cassetta postale al momento in cui il postino afferma falsamente di aver proceduto alla consegna dell’avviso. Difficile ma non impossibile.



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