Il problema del rincaro libri scolastici
- Lorenzo Capria
- 3 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Con l’avvio del nuovo anno scolastico, si ripresenta la questione del rincaro libri scolastici.
Negli ultimi dieci anni, infatti, si è verificato un incremento significativo, nel prezzo dei libri scolastici raggiungendo 580 euro annui per studenti della scuola secondaria di primo grado e fino a 1250 euro annui per gli istituti superiori.
I dati di Federconsumatori mostrano un aumento complessivo del prezzo del 13% in dieci anni.
A influenzare il mercato c’è sicuramente la situazione di oligopolio, contesto in cui pochi venditori offrono beni simili e le decisioni di un’impresa influenzano significativamente quelle delle altre aziende; questo incide in maniera negativa sul ricorso all’usato e facilita l’aumento dei prezzi.
Ogni anno circa il 10% dei libri pubblicati presenta una nuova edizione. La definizione di "nuovo" rimane, però, affidata alla soggettività degli editori. Nel codice dell’associazione italiana editori (AIE) viene stabilita una variazione di almeno il 20% del contenuto di un testo finché questo possa essere considerato una nuova edizione, variazioni che possono comprendere anche semplici cambiamenti illustrativi o di testo. Dette modifiche non legittimerebbero, quindi, necessariamente, da parte dei docenti la richiesta agli studenti di una nuova edizione.
In aiuto alle famiglie, il Partito Democratico ha avanzato una proposta di legge per rendere gratuiti i libri di testo per tutti gli studenti delle scuole secondarie. La proposta, inoltre, prevede fondi per garantire un diritto allo studio accessibile a tutti gli studenti.
Non si può che affidarsi quindi, al buon senso dei docenti sul valutare attentamente le edizioni dei libri scolastici, consentendo l’uso anche di quelle pregresse se non dovessero ritenere concreti i cambiamenti apportati.



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