La shrinkflation: la sgrammatura dei prodotti
- Martina Minniti
- 14 nov
- Tempo di lettura: 1 min
Dallo scorso aprile è in vigore la legge contro la cosiddetta “Shrinkflation” (derivante dall’unione dei termini inglesi: "to shrink", ovvero restringere, e "inflation", inflazione,in italiano sgrammatura). Si tratta di una pratica scorretta utilizzata dai venditori che consiste nella diminuzione del peso in grammi del prodotto, mantenendo la stessa confezione e invariato il prezzo. L’inganno si basa sulla fiducia del compratore verso quel prodotto, che il consumatore acquista abitualmente senza guardare il peso, dato il ricorrente acquisto. Esempi di sgrammatura si sono verificati in confezioni di cereali, patatine, detersivi e prodotti della carta (fazzoletti, tovaglioli e carta igienica). La norma prevede di apporre sul prodotto un’etichetta o un adesivo, in cui si dichiara: “questa confezione contiene un prodotto inferiore di X rispetto alla precedente quantità.” L’indicazione deve rimanere sui prodotti per una durata di sei mesi dalla prima messa in commercio del nuovo formato.



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